ci sono momenti della vita che vanno tradotti in parole scritte per sottrarli dalla confusione del quotidiano. "scrivere e' sempre nascondere qualcosa in modo che venga scoperto" (italo calvino)
Eccomi
Nome: Kruger Agostinelli ci trovi su www.kruger.it
completamente rinnovato!!!
Mi è arrivata questa lettera che parla della mia terra le Marche:
Inviato: giovedì 10 luglio 2008 17.40
Oggetto: sei speciale!
Sono capitato all'ESSENTIA mi hanno parlato di te ...e...ho scoperto l'allegro mondo delle tue mail, vero toccasana contro il rincitrullimento quotidiano ...la prossima volta che mi trovo in zona -abito a Bari- torno all'ESSENTIA e chiedo di te! Curo le pubbliche relazioni di un onorevole pugliese,di cui sono anche molto amico,e mi è capitato di visitare , per la prima volta ,la scorsa estate,le Marche, Riviera Del Conero e dintorni. E' stata una vera sorpresa scoprire perle naturali come Numana, Sirolo e ,soprattutto, Portonovo. Un complimento sincero alla cucina e all'accoglienza dell'Essentia che non ha niente da invidiare allo straordinario Fortino Napoleonico dove abbiamo risieduto qualche giorno. Ci siamo stupiti anche della presenza ,in vari locali, di validi musicisti: la musica c'è anche da noi...ma ...il livello...è quello che è!il top, come ti dicevo,l'abbiamo trovato al Fortino: servizio extra,cucina favolosa,barman per peccatori e intrattenimento musicale raffinatissimo con pianista(vero!!!) e cantante-bravissima -ogni sera. Belle le Marche ma...perchè cosi' defilate nel panorama turistico generale? Sai spiegarmene il motivo tu che vivi direttamente questa realtà? Ti lascio alle tue "creazioni". Carlo
Ciao Carlo,
la tua lettera è stimolante quindi scusa per la decisione ma la risposta preferisco darla non in forma privata bensì, magari nella speranza di provocare se non una discussione almeno un tentativo di riflessione, in forma pubblica senza inopportuni paletti.
Le Marche, diceva un’ amica maceratese proprio pochi giorni fa, è una regione che si scrive al plurale ma si comporta al singolare. Acuta affermazione, qui da noi del resto la cooperazione e la condivisione è merce rara ed in questo la vicina Emilia Romagna ci “massacra” sempre e comunque. La colpa forse sarà del carattere della gente e comunque è dovuta anche da coloro che ci rappresentano, che in fondo sono l’emanazione del nostro modo di fare. Parlo ovviamente di quella classe politica che nella nostra regione è più propensa a pensare ai propri interessi personali (non intendo solo quelli economici ma anche quelli di carriera personale) piuttosto che a quelli reali del territorio. Poi c'è la forma più trogloditica di questo aspetto è l’associazionismo spesso primitivo e privo di qualunque stimolo al fare, tutti piccoli feudi in mano a personaggi che rimangono a capo delle loro associazioni finche morte non li separi. E siccome qui, tutto questo, sembra un processo irreversibile, quanto descritto diventa un terreno fertile per l’individualismo, a volte di buona fattura, che rende inevitabilmente unica la nostra terra. Un territorio che non solo in termini turistici ma anche culturali, gastronomici e architettonici mostra i suoi limiti nel proporsi complessivamente armonico. Insomma una bellissima regione come le Marche ha davvero troppe stonature, iniziando proprio da chi fa politica e soprattutto in quell'area progressista, qui da sempre al potere , da cui ho sempre pensato di appartenere. Proprio quella classe politica che di fronte ad ogni critica reagisce sdegnata confinandole ad atteggiamenti che scaturiscono non dall'oggettività dei fatti ma da strumentali manifestazioni di antipolitica. In parole povere, non ci sono le condizioni con queste persone per mettersi realmente in rete.
Spero di non averti deluso e se così fosse poco male dal momento che ricco di interessi come sei, nel voler conoscere le realtà esterne, difficilmente annegherai nel mare della banalità.
Evito, per decenza di dire, "specchio delle mie brame chi è il più bello del reame?". Ammetto che essere fotografato nella prima in alto da un amico, Marco Cappanera, che ha l'hobby della foto e nelle tre in basso da Eliana che invece è una fotografa molto importante e che fa delle mostre molto emozionanti non è poi male. Insomma fa parte di quei vizi che bisogna contenere ma ai quali qualche volta ci si scivola con infantile piacere. insomma per dirlo con le parole di un illustre scrittore francese, Gustave Flaubert, "L'orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti; la vanità invece, come un pappagallo, salta di ramo in ramo e chiacchiera in piena luce". Il gioco è finito e per farmi perdonare prendo dal mio cilindro una canzone, anzi una ballata rock, di un po' di tempo fa.
Questa è una foto di archivio credo del 1978-79 e non è casuale, per carità niente nostalgia ma solo una sana ed incontrollabile voglia di musica. Vediamo se il nuovo dee jay Re Gurk riesce a coinvolgervi e magari a superare il vecchio disc jockey Kruger.
;-)))
ho scelto per voi una bella emozione ritmata di tanti anni fa...