ci sono momenti della vita che vanno tradotti in parole scritte per sottrarli dalla confusione del quotidiano. "scrivere e' sempre nascondere qualcosa in modo che venga scoperto" (italo calvino)
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Perche' non e' nella mera morte che gli uomini muoiono di piu'.
Elizabeth Barrett Browning
(1806-1861) poetessa inglese
Ci sono notizie che ti piombano addosso all'improvviso neanche cercate, neanche immaginate. Appese su quel filo dell'informazione che, a volte, ha bisogno di conferme o semplicemente di un incastro fortunato. Mi e' arrivata così, in una telefonata, fatta per caso (ma nulla è per caso) da Maria Teresa, una collega giornalista di Senigallia, che non sentivo da una vita: " Tu che conosci tutti in zona ti risulta che...". Una confidenza detta sottovoce, "ancora da confermare" e in quell'identikit inizialmente anonimo, quasi estraneo, in cui non riponevo per la verità neanche tanta curiosità . E' chiaro che qualcosa doveva essere accaduto, generalmente potrebbe trattarsi di un incidente stradale o sul lavoro o magari una resa di conti fra balordi ma non volevo saperlo. La morte non la temo ma il dolore che si porta intorno mi turba. In essa (la morte) c'e' la consapevolezza della nostra instabilità terrena ma nel dolore che provoca c'e' smarrimento, incomprensione e sofferenza.
E quel nome poi alla fine e' venuto fuori ed ha fatto centro sul mio cuore ferendolo. Lo conoscevo maledettamente bene da tantissimo tempo e come voi, in seguito, continuava a seguirmi su questa newsletter. Quasi volessi evitare la notizia, ho chiesto, con inutile curiosità , come fosse successo. Ma poi cosa cambia, ora non c'e' più?
Lui, a volte per me, incomprensibilmente eccessivo nei suoi legittimi entusiasmi come ad esempio quegli spettacoli musicali visti e rivisti all'infinito. E quanto mi divertivo a scherzarci e provocarlo e me lo permetteva pure se, mi avvertiva sorridendo quanto fosse permaloso. Realmente generoso con gli amici e con l'entusiasmo sincero e disarmante, nelle sue passioni, di un bambino. Poi ieri, in un'alba di settembre e' voluto andarsene in silenzio, da solo, chiedendo scusa a chi voleva davvero bene. E forse per noi che t'abbiamo conosciuto, non c'e' davvero niente da capire. Ciao Marco.
kruger 05.09.08
ps: ho trovato due tracce di te sul mio blog che mi faranno compagnia
