ci sono momenti della vita che vanno tradotti in parole scritte per sottrarli dalla confusione del quotidiano. "scrivere e' sempre nascondere qualcosa in modo che venga scoperto" (italo calvino)
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Essere o non essere protagonista? Ognuno di noi recita un ruolo nella propria vita e nella vita altrui. Il problema non sta tanto nell’esserlo ma in come esserlo. Occorre creare continuamente le condizioni con partner credibili altrimenti si rischia di vivere male la commedia della vita.
Il grande Oscar Wilde nelle sue acute provocazioni diceva “Quanto sono fortunati gli attori! Sta ad essi scegliere se vogliono aver parte nella tragedia, o nella commedia , se vogliono soffrire o godere, ridere o spargere lacrime; non così nella vita vissuta. La maggior parte degli uomini e delle donne sono costretti a recitare parti, per le quali non hanno alcuna inclinazione. Il mondo è un palcoscenico, ma le parti vi sono male distribuite.”
A me capita, anche negli eccessi, di domandarmi se ho fatto bene o male e se lo rifarei. la risposta? Spero di poter sempre dire “C’ho provato e non me ne pento”.
Male che vada avrò qualche rimpianto in meno ma se posso vorrei continuare a...vincere! ;-)
(k.26.02.06)
e tu cosa ne pensi

Roma: foto scattata da Francesca 11.02.06 alle 23.15
Malgrado le occasionali illusioni di onnipotenza, il narcisismo attende da altri la conferma della sua autostima. Non può vivere senza un pubblico di ammiratori. La sua apparente libertà dai legami familiari e dai vincoli istituzionali non lo rende autonomo, o fiero della propria individualità. Al contrario essa diventa l' insicurezza che può essere superata solo cogliendo nelle attenzioni altrui il riflesso del suo "io grandioso", oppure associandosi a chi gode di carisma, fama e potere. Per il narcisista il mondo è uno specchio.
(Christopher Lasch, La cultura del narcisismo)
Il rischio di mostrarsi in un palcoscenico, seppure virtuale, è quello di esasperare la propria figura. Può dar vita ad un'indigestione di presenza. Eccesso di comunicazione? O la necessità di tranquillizzare la tribù con la presenza di un Re Gurk che vigila e promuove vizi e virtù del mostro modo di vivere? Insomma narciso o sognatore? Amato o detestato? Effetto Berlusconi o semplice mail jockey di internet?
Mi sono fatto aiutare da due fedelissime della tribù: Anna che mi ha trovato un'ottima definizione del narciso e da Francesca che mi ha conosciuto e fotografato in una deliziosa cena romana al ristorante "il Focolare" del mio immancabile amico Robertone. Loro mi sopportano, come del resto altre affascinanti creature (uomini e donne naturalmente) di questa straordinaria ed infinita tribù. Ma per fortuna c'e' sempre una porta aperta con la quale potete sempre fuggire da me... nessuno escluso !!! ;-)
Anche se la mia innegabile vanità a volte preferirebbe sentirsi sussurrare:
"...Narciso sublime apparenza
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità
ispirami.
Raccontami le storie che ami inventare
spaventami
raccontami le nuove esaltanti vittorie.
Conquistami inventami dammi un'altra identità
stordiscimi disarmami e infine colpiscimi
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità..."
[Carmen Consoli "Parole di burro"]
