ci sono momenti della vita che vanno tradotti in parole scritte per sottrarli dalla confusione del quotidiano. "scrivere e' sempre nascondere qualcosa in modo che venga scoperto" (italo calvino)
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E’ pericoloso chiedere un consiglio.
Ma è molto più rischioso darlo.
(Paulo Coelho)
mi serve la "memoria" della mia tribù, devo realizzare la colonna sonora di un filmato dedicato alle "donne" e vorrei da voi qualche suggerimento. Le caratteristiche devono essere: brani importanti cantati da donne e che possano caratterizzare tutto lo scorso secolo. Vi aiuto, io per ora ho scelto: Carly Simon "You're so vain", Edith Piaft "La vie en rose", Aretha Franklin (forse) "Respect", Billy Holliday "The man I love", Fiorella Mannoia "Quello che le donne non dicono", Patty Pravo "Pazza Idea" e Dionne Warwick "Walk on by". Ovviamente poi vi invito tutti all'evento....

Le cose che impariamo con passione,
non le dimenticheremo mai.
(Alfred Mercier)

Il cinema è una magia che non riesco a spiegarmi. Fin da piccolo i miei mi hanno fatto mangiare chilometri di pellicola: quando in televisione capitavano quelle serate dove la programmazione era condita con ettolitri di varietà sabatoserali (capitavano di tanto in tanto allora, adesso è la regola), puntualmente ero caricato in auto in direzione Ancona. Si andava insieme al Metropolitan o al Goldoni, qualche sparuta puntata all’Alhambra o al Super Coppi. Arrivato in età da media inferiore, il cinema divenne appuntamento fisso della domenica pomeriggio. I coetanei che insieme a me affollavano la porta d’ingresso del cinema Sport di via Marsala per il primo spettacolo delle 14.30, premevano e spingevano per entrare e cercare un posto a sedere; non si contano le volte che uno spettacolo si stato mirato in piedi o a sedere per terra nel corridoio, con la schiena appoggiata a muro, in mezzo alle bucce dei semi di zucca che cominciavano a fioccare sul pavimento, non appena le luci si spegnevano. Ancora oggi, nell’epoca dei multisala, dove nelle sale mancano solo i letti matrimoniali e il costo del biglietto è arrivato ad € 7, la magia non si è dissolta ed io, quando posso sono ancora là, seduto al buio, a stupirmi di come anche uno spot pubblicitario riesca a trasmettermi emozioni, là sul grande schermo.
Fatta questa premessa, tentato di spiegare questo mio imprinting cinematografico, sarà più facile capire perché ritengo “Amore che vieni, amore che vai”, lo spettacolo allestito da Kruger in occasione del S. Valentino 2005, un puro lineare gioiello che avrebbe meritato una ribalta più ampia di quella falconarese.
Come al cinema.
Si prende posto. Si spengono le luci. Parte la proiezione.
Le sequenze che scorrono colpiscono lo spettatore nel più profondo del cuore.
Vorremmo noi baciare la Hempburn mentre scrive a macchina in Insieme a Parigi, mentre il più parigino dei nostri cantautori con la sua smoking voice canta Via con me.
E se Battiato dice che ti guarirò da tutte le malattie noi diventiamo i gondolieri che accompagnano Bruce Willis e Michelle Pfeiffer tra i canali di Venezia.
O Balla coi Lupi che raggiunge sulla sponda del fiume Alzata con Pugno.
O i Romeo + Giulietta rock style.
Siamo presenti nella stanza dove Shakespeare in love scioglie i vestiti di dosso a Viola e dove Gino Paoli dice che non ci sono più pareti.
E se l’amore ha due medaglie va bene anche un Tiziano Ferro che doppia Andy Garcia mentre, disperato per aver perso Meg Ryan, dice che mi ricordi che rivivo in tante cose la la la lalala.
Insomma, vedi il pubblico che si dispera con un Willis, tornato da Venezia, che piange la Michelle cantando mi ritorni in mente bella come sei con la voce di Battisti.
E che dire dei 1000 giorni di te e di me di Baglioni mentre Clarke Gable litiga con Vivien Leigh fino ad andarsene sbattendo la porta o mentre Rick all’aeroporto di Casablanca scambia sguardi con Ilsa e Victor che stanno per volare insieme a Lisbona e lui resta lì sulla pista a seguire quell’aereo con gli occhi mentre sull’audio si arriva a ti presento un vecchio amico mio, il ricordo di te?
E noi spettatori che possiamo fare?
Come il Salvatore di Nuovo Cinema Paradiso, possiamo sistemarci meglio sulla sedia, annodare le dita dietro la testa e continuare a goderci la magia con la quale Alfredo (in questo caso Kruger) ha deciso di incantarci.
Marco Catalani
(il Messagero)